sabato 1 dicembre 2012

50 Sfumature di Grigio - E.L. James [Book]


Oramai è il boom di questo libro. Le donne di ogni età lo leggono al mare e se ne innamorano profondamente, lo consigliano alle amiche e agli amici che, curiosi di leggere un libro tanto chiacchierato, decidono di immergersi nella lettura di questa “trilogia”.
Se dovessi definire questo libro con una frase direi: Un grande pacco regalo con un contenuto orribile.

La trama presa da il sito della Feltrinelli è questa:
Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di 21 anni, incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso e di volerlo a tutti i costi. Incapace a sua volta di resisterle, anche lui deve ammettere di desiderarla, ma alle sue condizioni. Presto Anastasia scoprirà che Grey ha gusti erotici e pratiche sessuali decisamente singolari ed è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dal bisogno di controllo. Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Anastasia conoscerà per la prima volta i suoi più oscuri desideri.

Premessa: Bisogna partire dall’idea che questo racconto non è niente altro che una fanfiction di Twilight. Iniziando le prime pagine si può cogliere sicuramente l’eco di Edward “sbrilluccicoso” Cullen e Bella “impedita” Swan. Anche nella trama ci sono fortissime somiglianze con l’opera della Mayer per esempio come la famiglia Grey ami alla follia Anastasia Steele, come la sorella di Christian, tale Mia, si appassioni particolarmente ad Anastasia.
Continui déjà vu, continui “Oddio ma è uguale a Twilight” che ho odiato sin da principio. Perché continuare a pubblicare storie che escono come fanfiction? Non sei originale dato che scrivi su qualcosa che non è tuo. Ma comunque dillo nei ringraziamenti, nelle note, da qualsiasi parte. Niente, la James ci lascia la "surprise".

Personaggi: tocchiamo i primi tasti dolenti. All’inizio del libro i personaggi femminili vengono presentati, nel gergo delle fanfiction, MarySue, cioè un personaggio che potremmo descrivere con l’espressione romana “Sei meglio te” nel senso di perfetto, che sa fare tutto e risolvere qualsiasi situazione spinosa. Christian Grey è un GaryStu, maschile della MarySue. Il fastidio di un personaggio così si annida già nelle prime pagine in cui Kate, amica di Ana, direttore di un giornale studentesco è malata e non può fare l’intervista a Mr Grey. Già il fatto che tu sia malata e non possa fare un’intervista programmata da secoli porta ad una crisi nevrotica. Aggiungiamoci la febbre (?) e i sintomi influenzali e avremo, forse, una donna con la sindrome da incazzo. Ma no, il libro invece ce la presenta figa, con i capelli in ordine e manco un filo di odio nei confronti del destino. Ed è in questo preciso istante che si vede lo zampino dell’autrice che mostra le carte della sua storia: Christian e Ana devono incontrarsi, Kate non deve fare storie e accettare il suo status di co-protagonista (che riceverà tante sorprese e soddisfazioni dalla storia, per esempio trom…ehm innamorarsi del fratello super figo – ma non così figo e perfetto – di Christian).
Anastasia è una palla al piede, bella e perfetta ma con la sindrome de “Mi sento cessa e imbranata” come tale Bella Swan. Comprendo che noi donne ci sentiamo di tanto in tanto inadatte, imbranate e imperfette. Ma spesso abbiamo difetti veri e propri e lo riconosciamo. La James invece ci mostra una Anastasia e una Kate schifosamente perfette, Kate pure schifosamente ricca, ma con questa innumerevole sindrome paranoica de “La mia autostima tende a meno infinito”.
Nello svolgimento del libro ho notato come Anastasia abbia dei cambiamenti repentini: I tacchi sempre usati poco ma, in un punto del libro, li usa alla perfezione, grande amante dei jeans che non ha mai usato un vestito ma poi, all’improvviso, vestitini mozzafiato, trucco acqua e sapone che diventa più presente e infine grande bevitrice. All’inizio del libro viene detto che non è brava a reggere l’alcol (e questo porta ad una serata alcolica dove lei si ubriaca, chiama Mr Grey che la soccorre, e vomita sulle scarpe del malato mentale Grey – inciso due: ben gli sta!) ma poi con molta nonchalance riesce a reggere bollicine a tutto spiano. Vino e Cosmopolitan. Questi cambi repentini di un personaggio portano solo una poca coerenza del personaggio stesso: Anastasia è il personaggio giusto al momento giusto. Sempre. Che poi prendetemi per pervertita ma il diminutivo Ana mi fa pensare ad un gioco di parole niente male. Ana(L).
Una cosa che ho trovato disarmante è la presentazione iniziale (goffa, imbranata, mai una esperienza sessuale) ma nel primo coito si rivela super esperta. Il sesso non l’ha mai interessata ma anche la perdita della verginità ha un che di schifosamente perfetto. Niente imbarazzi, niente stronzate. Succede e puff. Io qui mi son seriamente domanda perché. Perché descrivere una cosa “importante” nella vita di una donna in questo modo? Cioè c’è attesa, passione, sentimento. No, l’unica cosa che mi ha fatto rosicare come un furetto è stata la definizione di Christian alla scoperta della verginità di Ana(l): “risolvere questa faccenda”.
Christian Grey è schifosamente simile ad Edward Cullen, disturbato, stalker, maniaco del controllo e schifosamente ricco e perfetto. La James ci tritura le palle ogni tre per due con la perfezione di questo “Dio del Sesso”: non smette mai di osannare il personaggio e di ripetere come i pantaloni gli cadano alla perfezione sulle gambe.
Essendo un racconto erotico si basa molto sulla mentalità e psicologia. La psicologia dei protagonisti, Ana e Christian, segue percorsi illogici e irrazionali, spesso cambiano repentinamente ogni pagina del libro e peggio un coriandolo ha molta più psicologia di loro due messi assieme. A volte Christian pare coerente, ma la James smentisce il personaggio e lo fa cadere nel disegno di dover essere il principe di Anastasia. Mi spiego: nel personaggio di Mr Grey c’è il mistero, il segreto di un passato che lo disturba, un passato che l’ha plasmato in quello che è. Nel libro questo Christian si trasforma ogni tot pagina e casualmente l’autrice ci rifila un Mr Grey che deve essere simpatico, attraente e romantico. Forza il personaggio perché il disegno è “stare con Anastasia”. Perché è strano vedere un personaggio tormentato che poi dice “Massì voglio provarci, voglio darti il di più” e questa scelta l’ha fatta sin dal primo incontro con Anastasia. Banale e non casuale.
Mr Grey è il tipico personaggio che si è fatto da solo. Uomo, maschio, che a soli 27 anni guida una azienda e ha i soldi. Tanti soldi, alla faccia della crisi che c’è. Guida elicotteri, navi, aerei, pilota macchine sportive e soprattutto è un Dio del sesso. Non fa mai cilecca e fa godere la sua amante come un riccio. Ah non ho dimenticato la parola lavora. Christian Grey non lavora. Guida un’azienda che produce soldi ogni 30 secondi ma non lavora mai, ogni tanto qualche telefonatina per sbaglio.
Anastasia invece non ha niente di logico e spesso ha solo paranoie. Il percorso che lei decide di affrontare comporta anche una crescita a livello mentale, un prendere confidenza anche con la propria mente. Questo nel libro manca perché Ana è affetta dalla sindrome della Crocerossina: vuole salvarlo. E diciamolo: noi donne abbiamo sempre avuto il desiderio, soprattutto quando ci innamoriamo di un uomo stronzo, di cambiarlo. E questo è logico, l’amore fa questo effetto. Ma dall’inizio del racconto sino alla fine non ho visto nessun cambiamento psicologico in Anastasia. Paranoie, paranoie, vocine interiori e poi quella palla al piede della dea interiore che balla la salsa, la merengue, il chachacha e rompe le scatole a chi legge. 25 capitoli per poi portare alla svoltona mistica al 26 e ultimo capitolo. Senza un apparente motivo si arriva all’ultimo capitolo e ti viene voglia di bruciare il libro definitivamente: la James poi ha il vizio di non creare un qualcosa di psicologico ma cambia le cose ogni cinque pagine. Esitazione, paura, amore…l’autrice parla di queste cose ma le analizza in maniera superficiale, lasciando le cose al punto di vista del lettore. Come per dire: io ti metto una storia, leggila come meglio credi.

Trama: scontata. Noiosa e già scritta. Nel leggere il racconto ho avuto la costante sensazione che “le cose dovessero andare così per forza”, e questo in un romanzo è un contro cubico. Non puoi far accadere le cose come se il tuo disegno di autrice trapeli, assolutamente no. E poi continui echi a Twilight “Dove ho già letto questo? Ah si…Vampiri”.

Tematiche: Qui andiamo molto sul pesante. Il libro parla, o come si presenta, di sesso estremo. Bondage, BDSM, Dominazione, sottomissione. Cose delicate e che bisognerebbe provare nella vita prima di parlare a casaccio. Una ragazza su youtube nella recensione ha detto che non siamo nessuno per giudicare. Oh no, chi giudica chi pratica queste cose, solo permettimi di dissentire. Facendo anche semplici ricerche su internet ci si può aprire un modo su questo. Quello che la James ci rifila sono un paio di sculacciate, corde e qualche altra cosa, ma per il resto del tempo i personaggi, per dirla alla Christian Grey, fottono. Mr. Grey non è un dominatore, Ana non è una sottomessa. E se lei ha la giustifica dell’inesperienza, lui fa solamente ridereLa James non ha avuto la capacità di saper condurre il lettore alla scoperta di questo mondo realmente perverso. Le pratiche sessuali estreme non sono solamente penetrazione e sesso, a volte sono privazioni, ordini, stili di vita che vanno ad abbracciarsi nel proprio mondo. A volte un dominatore porta il piacere la sottomessa senza dover far entrare il serpente nella caverna (capitemi…). Il gioco nel sesso è visivo, olfattivo, sensoriale e mentale. L’autrice si sofferma solo su scene di sesso descrivendo anche male quello che fanno. Niente sensi, niente mente…o comunque se c’è è sempre troppo superficiale per far apprezzare lo scritto.
Per le prime cinquanta pagine del libro si parla di omosessualità. Il tutto nasce da una domanda di Kate che Ana fa a Mr Grey, “Lei è omosessuale?” dovuta al fatto che non è mai stato visto con una donna. Qui c’è un pensiero bigotto e fastidioso della società che deve lavare e mettere in mostra la sessualità individuale. Sei omosessuale? Devi dirlo. Devi farlo presente perché è così. La protagonista si fa certe seghe mentali sulla vergogna di averglielo chiesto e sul fatto se sia vero o meno. Io mi domando è così importante? Ok ti sei innamorata di uno che potrebbe essere gay, che problema c’è? Ti metti l’anima in pace e fine della storia. Ma no, facciamoci allegramente paranoie sull’omosessualità, perché davvero viviamo in una società che comprende appieno i problemi degli altri e non si fa problemi a giudicare.

Stile: Credo il peggio del peggio. Uno stile semplice e povero di parole. Niente sinonimi, troppe ripetizioni e poi un uso strambo delle virgole. Le. Fottute. Virgole. Alcune frasi non suonano bene in italiano e nel leggerli si ha solo una strana confusione in testa tanto che devi rileggerti il periodo prima di andare avanti. Sono indecisa se si debba dare una testata alla James o al traduttore.
C’è da darle atto della capacità di saper rovinare qualsiasi momento, qualsiasi frase che possa salvarsi dalla spazzatura con commenti fuori luogo. Adora alla follia l’uso e abuso della formula “E’ una dichiarazione d’intenti” che usa sempre e male. La descrizione delle scene erotiche è povera, ripetitiva e noiosa. Alcune frasi le ho proprio saltate perché tanto uguali alla precedente. Una volta che affronti la prima volta di Anastasia, hai letto come faranno il resto. Le scene di sesso possono riassumersi in: Grey infoiato, lei passiva, entra/esci, on/off, orgasmo. “Mamma mia mi fai impazzire”. Ripresa stantuffo (Grey non si accontenta), oh oh, orgasmo, ah, orgasmo, orgasmo (applauso per il triplice orgasmo), “Dio del sesso”.
Altro uso smodato è la particella Wow, stupore. Non esistono altri sinonimi. Una frase viene addirittura rovinata con un bel Wow finale. Wow. Wow. E ancora wow.
E poi tante pagine in cui l’autrice riempie il vuoto copiandoci e incollandoci il contratto che serve solo per allungare la brodaglia.
Altra cosa è il senso di pudore fasullo. Ogni volta che nella scena clou si arriva al sesso, l’autrice (per non dire vagina) usa il termine pudico lì. Mi tocca lì, entra lì, mi sfiora lì. Peccato che dopo un paio di righe il falso pudore esca di scena lasciando lo spazio al termine vagina. Apriamo una parentesi: esistono due termini per definire il concetto, quello medico vagina e quello volgare figa. Poi esiste la via di mezzo, illuminata del romanzo erotico che usa metafore e stili per definire quelle cose. Le uniche metafore che l’autrice si degna di usare escono male o vengono rovinate da un “O qualcosa del genere”. Sappiamo cos’è una metafora? Forse no.
I dialoghi forzati e privi di senso, alcuni mi hanno fatto ridere, altri banalissimi. Oltre a questo la James ha la strana pratica di saltare da una scena all’altra. Nemmeno divide il paragrafo, nemmeno mette dei segni per indicarti che c’è un salto temporale. Ti trovi nella scena in cucina e poi, come non si sa, ti trovi in un altro posto con Anastasia. Salti temporali troppo veloci, troppo irrealistici che non vengono segnalati da nulla. Il vuoto cosmico.

E.L James mi ha deluso. Non che avessi aspettative serie su questo libro ma aveva una buona idea. Doveva solo svilupparla meglio e rendere quel romanzo davvero trasgressivo. L’ho trovato comico, irreale e poco convincente. Insomma la protagonista ha tanti orgasmi, gode come una fagiana e si innamora di uno che è solamente un malato mentale.
Consiglio questo libro? Se la curiosità vi spinge a leggerlo meglio cercare edizioni a prezzo zero (e nel magico mondo di Internet esistono) ma non consiglio di spendere soldi per una trilogia che non vale la pena tenere. Solamente carta sprecata. Molti, ho sentito, che hanno scelto il libro anche per le copertine accattivanti che, tutto sommato, sono anche belle. Peccato che in questo caso il detto “Non giudicare il libro dalla copertina” sia giustissimo.
Se volete farvi quattro risate, beh è un buon genere comico.

Voto:  3/10 (la copertina effettivamente ha fatto sollevare di 3 punti il giudizio del libro. Come il titolo accattivante.)

L8D

giovedì 15 novembre 2012

Book Reader [Libri]

“Un lettore vive mille vite prima di morire. L’uomo che non legge mai ne vive una sola”
-George R.R. Martin

Un libro è cibo per la mente e per l’anima. Quante volte ci siamo trovati davanti ad un libro che ci ha fatto piangere? Quel libro che ci ha fatto tanto penare assieme al protagonista.
E quel libro che ci ha fatto ridere? Quello che ci portava accanto alle persone che ti chiedevano “Perché ridi?”.
E poi quel libro che ti ha tenuto col fiato sospeso fino all’ultima pagina, quel libro che ci ha fatto sognare un’avventura o una storia d’amore.

Questa è la sezione dedicata ai libri, di tutti i tipi da quelli che non ci sono piaciuti a quelli che ci sono piaciuti, perché pensiamo seriamente che prima di criticare un libro bisogna leggerlo.
Ma soprattutto ci auguriamo che questa sezione sia un modo per consigliarci e confrontarci sulle letture.
Perché leggendo si scoprono mondi nuovi che ci emozionano.

E a volte becchiamo pure quel libro che meriterebbe di essere usato come carta per il camino. O per avvolgere il pesce. O come carta per...va bene, mi fermo qui.

L8D

mercoledì 14 novembre 2012

Review Clinians: Pelle sensibile [Skin Care]




Oggi parliamo di pelle sensibile.  Per questo tipo di pelle, Clinians ha ideato un detergente viso e una crema viso. Prima di parlarvi della mia esperienza con questi due prodotti, voglio darvi qualche informazione.


DETERGENTE CREMOSO AD AZIONE LENITIVA
Con Fitolatte di Rosa
“Speciale Pelli sensibili può essere usato per la detersione quotidiana del viso al posto del normale sapone. La combinazione di Fitolatte di Rosa e Bisabololo svolge una spiccata azione lenitiva e calmante. Senza profumo né conservanti.”
Cosa posso dirvi? E’ un buon prodotto. Ha una profumazione gradevole e non è aggressivo sulla pelle. Come va utilizzato? Dopo aver sciacquato il viso applicate il prodotto sul viso e massaggiate per pochi minuti, dopodiché risciacquate. Personalmente preferisco versare il prodotto su un dischetto di cotone (i classici dischetti per togliere il trucco) e passarlo su tutto il viso. Ho notato che in questo modo il trucco viene eliminato meglio dal viso, cosa che non guasta.
Per chi è particolarmente interessato all’INCI di questo prodotto vi lascio la lista:
Ingredients:Aqua (Water),Paraffinum Liquidum (Mineral Oil), Triethylexanoin, Caprylic/Capric Triglyceride,Glycerin,Cetearyl Alcohol, Glyceryl Stearate,Peg-90 Stearate,Aluminum Starch Octenyl Succinate, Bisabolol, Hydrolyzed Rice Protein, Oryza Sativa Bran Oil (Oryza Sativa (Rice) Starch), Tocopheryl Acetate,Triticum Vulgare Germ Oil (Triticum Vulgare (Wheat) Germ Oil), Peg-20 Stearate, Carbomer, Pentylene Glycol, Isopropyl Myristate, Xanthan Gum, Disodium Edta, Sodium Hydroxide, BHT,  1.2 Hexanediol, Caprylyl  Glycol, Tropolone.
Parliamo ora di prezzo e reperibilità. Il prezzo di questo detergente è sui 6/7 €  per 150ml di prodotto. Questo detergente è facilmente reperibile. Lo si può trovare tranquillamente da Acqua e Sapone o alla Oviesse. Non so dirvi se si possa trovare nei supermercati. Ho provato a cercarlo ma per ora non sono riuscita a trovarlo. Vi farò sapere in futuro se dovessero esserci cambiamenti in proposito.
E ora parliamo del secondo prodotto:
CREMA IDRATANTE PROTETTIVA
Trattamento Lenitivo con Fitolatte di Rosa e Amido di Riso
“Inquinamento,condizioni ambientali avverse, stress, detergenti troppo aggressivi, errata o eccessiva esposizione al sole, cattive abitudini alimentari, sono fattori responsabili della pelle sensibile. Questa crema è un trattamento specifico ideale per idratare, lenire e proteggere la pelle sensibile del viso dalle aggressioni quotidiane”
Questa crema è particolarmente indicata per le seguenti fasce di età:  dai 20 ai 45 anni.
Questa crema è stato un acquisto di prova. Avevo bisogno di qualcosa che mi aiutasse a proteggere il viso dal freddo invernale che solitamente mi provoca evidenti screpolature soprattutto sulle guance e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa per due motivi: il primo è che non si sono più verificati arrossamenti o screpolature e secondo che, nonostante la crema sia molto idratante, e la sottoscritta abbia una pelle mista, non si è verificato il classico effetto lucido sul viso. Perciò la ritengo buona anche come base per il trucco.
Prezzo e reperibilità. La crema costa sui 7/8 € per 50ml di prodotto.
L’unica pecca di questo prodotto è la reperibilità. Per quanto mi riguarda,il solo posto in cui sono riuscita a trovarla è da Acqua e Sapone,cosa alquanto scomoda visto che dove abito io,a Milano per la precisione, esiste un solo negozio di questa catena, perlopiù situato dall’altra parte della città. Ho provato da Oviesse,Upim e supermercati,ma ancora non sono riuscita a trovare questo detergente. Anche in questo caso, se dovessero esserci miglioramenti vi terrò aggiornati.
Parliamo ora di ingredienti;vi elencherò gli ingredienti principali di questa crema:
-Fitolatte di Rosa e Amido di Riso: emollienti e lenitivi, regalano una pelle liscia e setosa;
-Bisabololo e Pantenolo (Provitamina B5): lenitivi e idratanti per alleviare rossori e senso di secchezza;
-Glycofilm: attivo cosmetico innovativo che crea una barriera filmogena attiva in grado di contrastare le varie fonti di stress che aggrediscono la pelle e di diminuire la perdita naturale d’acqua transepidermica, per una pelle intensamente protetta ed idratata.
Questo è quanto. Spero che anche questa recensione vi sia stata utile.
Ciao a tutti ^^
BlackC

venerdì 2 novembre 2012

Make Up & Sicurezza [Parliamone]



Mi sono imbattuta casualmente in questo video. L’ho visto, mi sono goduta la bravura di Cindy e quando ho visto anche la partecipazione di Alice, per chi viene da youtube AlicelikeAudrey, non ho potuto fare a meno di sorridere. Bella, brava e intelligente sapevo che avrebbe creato un look semplice ed effetto, come tutti i suoi tutorial.
Solo che vedendo dal minuto 14 in poi il mio sopracciglio si è sollevato arrivando a toccare alti livelli di perplessità. What?
La guru del make up ci presenta in pochi e semplici “step” come truccarsi in macchina, ricreando un semplice trucco ad effetto per un appuntamento, per non andare struccata e scompigliata. Sulla sua pagina facebook alle critiche Miss Venturi ha risposto che lei è solita farlo, che spesso finisce il trucco in macchina per non stare in ansia nell’attesa dei semafori e, ciliegina sulla torta, che non ha mai provocato un incidente.

Non voglio sindacare di certo sulla questione “truccarsi in macchina”: a volte sarà anche capitato di avere un ritardo disumano e ultimare gli ultimi ritocchi proprio sul veicolo. Però un conto è farlo quando alla guida c’è una persona, un conto è farlo sulla metro (a me è successo un po’ di volte di finire il mio trucco proprio sulla metro o di doverlo ritoccare) un conto invece è farlo tra un semaforo e l’altro mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri. Che gli incidenti, lo dicono le statistiche, accadono per le “sviste” più banali e insignificanti.
Ma ripeto non voglio sindacare su un comportamento che, pur essendo vietato dal codice della strada, potrebbe verificarsi proprio in casi di assoluta emergenza e ritardo.
Quello che mi ha lasciato perplessa è il farne un tutorial. Fare cioè una spiegazione in passaggi sul come truccarsi in macchina. No, questo per me è davvero ridicolo e alquanto diseducativo.
E la caduta di “stile” per me non è solamente di Alice ma anche di Sephora la quale, essendo una grande marca di make up, dovrebbe cercare di sensibilizzare le ragazze e le donne a stare davvero attente. Perché la noticina in basso al video che dice di stare attente e di farlo solo coi semafori rossi fa tanto poca coerenza.

Immagine Film "Se ti investo mi sposi?"  (titolo originale Elvis has Left the Building) con Kim Basinger, nel ruolo di una rappresentante di cosmetici "Pink Lady" e John Corbett. 

Questo video mi ha portato così a riflettere sul tema Make Up e Sicurezza. In quale grado di classifica possiamo mettere il make up e quale la sicurezza?
Se ci facciamo un giro tra le immagini della macchina ideale della donna, possiamo vedere che molte di noi sognano un cruscotto con tanti vani apribili da cui tirare fuori, come un mago che tira fuori il coniglio dal cappello, i nostri amati pennelli e le nostre colorate trousse. Ammettiamo anche, senza ipocrisia, che a nessuna piace presentarsi ad un appuntamento (che sia di lavoro o sentimentale) “orrendamente” struccata e con una pessima cera. Ma non facciamo quelle contro-tendenza che preferiscono mettere il trucco davanti ad ogni cosa.
Che molte guru fanno dei tutorial pazzeschi e poi fanno video tag in cui mostrano come truccarsi in meno di cinque minuti e con un trucco essenziale, pochi prodotti (e spesso anche low cost) e straordinariamente naturale. Alla fine le statistiche parlano da sole, ma diciamo anche che le statistiche e i fatti spesso servono per mettere paranoia alle persone, non è certamente una statistica ad ucciderci ma l’impegno e attenzione che mettiamo nel fare una determinata cosa. E se molte delle macchine per le donne non vengono fornite con compartimenti per il make up un motivo ci sarà, del resto i concessionari ne sanno una più del diavolo pur di guadagnare.
Ma di certo non vado a sindacare su quello che le persone fanno, sono dell’idea che ognuno deve pensare per se stesso. Ho apprezzato tra i commenti chi ha detto “Ognuno fa quello che vuole, di certo io non lo faccio non essendo la dea Kalì e non avendo i sensi portati a fare diecimila cose”. Ma voglio aggiungere una cosa: Tu, Alice, vieni seguita da tantissime ragazze. Parli dell’abbandono degli animali, parli di donare il sangue e di tante altre cose che fanno di te una ventenne matura. E’ questo l’esempio che vuoi dare? Ok, continua pure a truccarti in macchina ma almeno evita di dare idee alla gente che poi si inizia a pensare “Se lo fa lei lo posso fare anche io…”
E quando si va in macchina, ma in tutte le cose che comporti un minimo di attenzione, ci vuole sempre la sicurezza. Non solo per se stessi ma anche per non fare del male a chi ci sta intorno, a chi ha una famiglia, una vita come la nostra.
E questa credo sia la differenza fondamentale tra un essere pensate e un imbecille.

L8D

mercoledì 3 ottobre 2012

Strucchiamoci: Salviettine struccanti [Skin Care]

Di una cosa non riesco a darmi ancora pace: la scelta di buone salviettine struccanti.


Mettiamo le mani avanti e ammettiamo pure che le salviettine struccanti, a detta di molte guru del makeup su youtube e di molte makeup artist che lavorano nel settore, sono sconsigliate come unico metodo per togliere il trucco dalla faccia, è sempre dietro l’angolo la paura di poter passare un dischetto bianco e vedere che ci sono ancora rimasugli di prodotto sulla pelle.
Aggiungiamo inoltre che oramai nella detersione del viso si usano specialmente due cose: detergente e Clarisonic con saponetta. Il primo non ostacola certo l’acquisto, il secondo è sicuramente un acquisto che gira sui 100 e passa euro.
Ultima premessa da fare è l’utilizzo della salvietta struccante: quando siamo a casa di qualcuno e ci serve fare piccole correzioni di trucco, quando andiamo in un negozio di prodotti e ci mettiamo a provare tutto, quando siamo stanche e non abbiamo forze di metterci lì e struccarci per bene, la salvietta ci corre in aiuto come una fedele compagna. Passi, cancelli e via.
Riprendendo la prima frase posso davvero garantire che di marche di salviette ne ho provate tantissime e parlerò di quelle che mi ricordo più nel dettaglio, che sono di marche conosciute, reperibili nei supermercati ad un prezzo veramente basso.

Le salviettine struccanti esistono di tue tipi: per trucco normale e per trucco waterproof.








Prima marca in assoluto che ho usato perché le prendeva mia mamma.
Le salviettine sono molto morbide, delicate e con cuscinetti che non raschiano la pelle. Le ho amate nel periodo in cui il trucco waterproof non lo usavo così tanto. Struccano abbastanza bene togliendo molto del prodotto della pelle, e una volta passata la salviettina non mi rimaneva la pelle “sporca” anzi molto morbida e fresca.
La seconda confezione è una variante della prima adatta per pelli delicate. Prese per errore (mi ero sbagliata nella confezione) e anche con queste mi ci sono trovata molto bene, come quelle sopra.
Promosse entrambe.



Peccato non poter dire altrettanto di queste. Queste salviette sono adatte per il trucco waterproof, ma ogni volta che le uso mi sento tirare la pelle e non mi leva così bene il mascara della Kiko che uso. Nemmeno riesco a togliere la matita e l’eyeliner dopo una giornata (con tanto di base Kiko sotto). Sfregare sulla pelle e mi irrita da morire. Bocciate.

Il prezzo delle salviette Fria non è eccessivo (sui 3 euro circa) ma ovviamente se cercate prodotti con un buon Inci meglio non prenderle.

Passiamo ad un’altra marca: Lycia.




Queste le ho scoperte da una mia amica e mi hanno pulito il viso in una maniera incredibile, togliendo anche il mascara che avevo messo in quantità. Peccato che dopo averle comprate, prendendo peraltro la confezione più grande con 64 salviettine, mi abbiano deluso da morire. La salvietta è molto morbida, ha una doppia texture e ti consigliano di usare entrambi i lati (essendo salviettine bi-fase) per struccarti al meglio. Io non ho mai capito quale parte andava usata per prima, fatto sta che in tutte le combinazioni possibili non ho mai avuto modo di struccarmi per bene. Il mascara restava lì, l’ombretto pure, la matita e l’eyeliner idem. Solo un pessimo risultato ad occhi da Panda perché il prodotto finiva nel resto della faccia. Per struccare gli occhi dovevo sfregare per bene e questo mi irritava gli occhi e la pelle. Peraltro dopo l’utilizzo mi lasciavano come una patina sul viso che tirava la pelle.
Bocciate con rammarico.



Anche le salviette struccanti della Nivea le ho amate prima di passare al trucco Waterproof. Della Nivea conoscevo lo struccante occhi (quello piccolo nella confezione azzurra) che mi ha portato a comprare alla fine lo struccante bifasico. Queste salviettine mi hanno dato molta soddisfazione perché erano simili a quelle della Fria anche se con qualche euro di differenza.
Le prendevo quando quelle di fria non c’erano oppure per cambiare. Ho smesso di comprarle causa notizia che nei prodotti Nivea ci siano vere e proprie schifezze che mi hanno portato ad abbandonare la marca e cercare validi sostituti.





Le prime sono per trucco normale, le seconde waterpoof.
Avendo abbandonato la Nivea e i suoi struccanti sono passata alla Garnier e ho deciso di dare una chance alle salviettine. Ammetto che sono simili a quelle di Fria, e mi sono trovata molto bene sia con le prime che con quelle waterproof. Niente doppi strati, doppi utilizzi, passata e via.
Molto delicate sulla pelle lasciano una sensazione di freschezza specialmente la prima.
Ovviamente non pretendo che ombretto e trucco si levi in una sola passata, ma queste non c’è bisogno di sfregare, passare un paio di volte e il trucco si leva abbastanza dignitosamente, senza spargersi in giro per il resto del viso. Le prime hanno un odore di uva (e a me ricorda molto la maschera/scrub della Bottega Verde alla mela verde) le seconde, quelle per trucco waterproof, sono inodore.

Ovviamente queste non sono le uniche marche che ho provato e soprattutto ho in lista il desiderio di provare le salviettine struccanti della Essence. Tra le altre marche più low cost, ho avuto modo di provare anche quelle di “Risparmio Casa”, catena di discount qui a Roma. Non mi hanno particolarmente entusiasmato, anche perché struccavano relativamente molto poco e anche queste per togliere il trucco bisognava sfregare il tessuto. Non mi irritavano, almeno la prima volta della mia prova, dopo la seconda hanno iniziato a provocarmi delle piccole irritazioni sulla pelle e credo fosse causato da un cambio di texture del tessuto e forse anche ingredienti.
E con questo chiudo questa papirica recensione sulle salviette struccanti.
Ovviamente il discorso struccanti non finisce qui…Ma sarà per la prossima puntata.

L8D

martedì 25 settembre 2012

THE PERFECT BASE: Primer e Cipria Prime and Fine Catrice [Make Up]







Parliamo di prodotti per il viso e nello specifico della linea Prime and Fine di Catrice. La linea Prime and Fine comprende la Smoothing Refiner, una base per il viso, e la Translucent Loose Powder,una cipria bianca opacizzante.
Iniziamo con la Smoothing Refiner. Che cos’è? Si tratta di una base per il viso da applicare prima del fondotinta. Come potete vedere dalla foto, la base ha un colore rosa lattiginoso. Non ha una profumazione particolarmente invitante, ma neanche disgustosa, però una volta applicatala sul viso non si sente alcun profumo. La cosa che probabilmente può risultare fastidiosa è la consistenza. Sulle mani, la base è alquanto oleosa e quindi può dare una leggera sensazione di unto, cosa che invece non si verifica sul viso. Ovviamente,come tutte le basi, non è necessario applicarne una dose eccessiva. Ne basta pochissima. Personalmente trovo sia un’ ottima base, da utilizzare quando si ha un’occasione speciale. Se avete un fondotinta che ha già di suo una buona durata,questo prodotto farà si che i risultati del fondotinta durino di più. Per quanto riguarda l’effetto oleosità alle mani, è un problema facilmente risolvibile. Basterà semplicemente lavarsi le mani e il gioco è fatto.
Molto più nota,è sicuramente la Translucent Loose Powder. Vista così può sembrare la versione economica delle varie ciprie HD. Premessa: non ho mai provato ciprie HD costose,tra cui la più famosa di Make Up For Ever perciò non posso certo fare un confronto tra le due. Indubbiamente la MUFE può essere classificata come una delle migliori ciprie HD. Per chi però,come me, non se la sente di spendere 30€ per una cipria,può comunque trovare un’alternativa valida. E io questa alternativa l’ho riscontrata in questa cipria di Catrice. Prima di questo prodotto, utilizzavo le normali ciprie compatte e a parte la Skin Finish Compact Powder sempre di Catrice,di cui però parlerò in un’altra occasione, non ne ho trovata nessuna che mi entusiasmasse. A proposito…si capisce che mi piace il marchio Catrice? ^____^
Questa cipria mi piace tantissimo perché oltre ad opacizzare bene il viso,ha un’ottima durata. Tenete conto che la sottoscritta ha una pelle mista, con una maggiore predisposizione all’effetto lucido. Sono rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere che non occorrono ritocchi ,soprattutto nella zona T. Anche in questo caso non è assolutamente necessario applicarne una dose eccessiva. Il modo migliore per applicarla è il seguente: capovolgere il barattolo, scuoterlo leggermente e ricapovolgerlo. Dopodiché basterà applicare sul viso la quantità di prodotto depositata sul tappo.
Parliamo ora di quantità e prezzi. La Smoothing Refiner contiene 14g di prodotto, la Translucent Loose Powder ne contiene 11.
Per quanto riguarda i prezzi,la cifra esatta non ve la so dire però, sia la base che la cipria costano intorno ai 6€. Come potete vedere, entrambi i prodotti hanno un prezzo economico e anche molto vantaggioso considerando la lunga durata dei prodotti.
Il mio giudizio complessivo è positivo. Ovviamente è un’opinione puramente soggettiva. Questa recensione e quelle che seguiranno non sono fatte allo scopo di obbligarvi ad acquistare i prodotti citati, ma a consigliarvi qualora steste meditando di acquistare il prodotto in questione e desideriate un’ulteriore opinione al riguardo.
Spero che questa review vi sia stata utile. Alla prossima!
Un bacio 

BlackC


domenica 16 settembre 2012

Il trucco c'è...ma è anti crisi [Info]


Ecco quella che, molto probabilmente,sarà la categoria più seguita del blog. Qui parleremo solo ed unicamente di make up e bellezza. Pubblicheremo review su tanti prodotti diversi. Ma la cosa più importante, che sicuramente interesserà molte di voi riguarderà la tipologia di questi prodotti.

Per quanto riguarda il make up recensiremo prodotti Kiko, Essence, Catrice, Maybelline…in pratica marche alla portata di tutte noi. Quindi,se cercate recensioni su marche più care che possono essere Mac, Inglot o di famose case di moda quali Givenchy o Chanel,mi spiace ma non ne troverete. Questo perché non avendone mai comprate non possiamo dare pareri in merito.

Siamo convinte che non occorrono necessariamente prodotti di importanti case cosmetiche per realizzare un buon make up. Dal momento che non siamo tutte delle make up artist o delle “guru” di youtube ci limitiamo ad acquistare prodotti economici ma che ci diano ugualmente dei buoni risultati.

Ci auguriamo di potervi essere d’aiuto nella scelta dei vostri acquisti e se avete domande o richieste su un prodotto particolare ,ovviamente che sia accessibile da tutte noi comuni mortali ^___^, chiedete pure e saremo felici di darvi la nostra opinione.

Un bacio a tutte voi


BlackC & L8D        

lunedì 3 settembre 2012


Si dia inizio all’opera. Questo blog nasce dalla collaborazione tra la mia cara amica e collega Lady8Dark e la sottoscritta,Blackcherry.

Chi siamo? Due normalissime ragazze con tante passioni che vorremmo condividere con voi. In questo blog parleremo principalmente di make up, libri, cinema, manga, viaggi e argomenti vari.

Lo scopo di questo blog,come ho già detto, è quello di condividere esperienze e opinioni. Questo vuol dire che noi non vogliamo insegnare nulla a nessuno,così come non vogliamo imporre le nostre scelte,che possono essere di make up o letterarie a nessuno.

Probabilmente vi starete chiedendo… “C’era davvero bisogno di un ennesimo blog che tanto per cambiare parla dei soliti argomenti?”

La verità? SI XD

Seriamente,sia Lady8Dark che io abbiamo iniziato quest’avventura innanzitutto per divertimento e poi perché,come abbiamo specificato nel titolo,pensiamo che un’opinione in più su un determinato prodotto possa risultare utile.

Ovviamente riponiamo molte speranze su una determinata cosa: l’educazione.

Non vogliamo dilungarci troppo su questa questione anche perché pensiamo sia piuttosto chiara: NESSUNO è obbligato a seguire questo blog. Noi saremo sempre pronte a sentire le vostre opinioni sia positive che negative a patto che siano costruttive e non volgari.

Questo è quanto. Ovviamente saremo sempre liete di rispondere alle vostre domande ^^.

Buon’avventura a tutti ^^

Kiss


Lady8Dark & Blackcherry

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