sabato 2 agosto 2014

[Books] Tutti mi danno del Bastardo - Nick Hornby


Sempre sul filo delle recensioni estive, ho deciso di parlarvi di questo racconto – definirlo libro è un po’ esagerato: “Tutti mi danno del Bastardo” di Nick Hornby.
Importanti sono due premesse. La prima è che non conosco l’autore e quindi il mio giudizio sullo stile complessivo e sul modo di scrivere si ferma su questa opera, so che è molto apprezzato il racconto “Alta Fedeltà” uno dei più famosi e consigliati nelle opere di Hornby. Premessa numero due è che questo racconto ha deluso moltissimi che affermano che lo stile dell’autore sia in fase di decadenza, oramai lontanissimo dal successo di “Alta Fedeltà”.
Il mio giudizio è positivo con qualche nota, vediamo perché:

Elaine Harris, stimata giornalista, ha sempre raccontato il suo matrimonio con Charlie in una rubrica, molto apprezzata dal direttore del giornale e da un vasto seguito di lettori. Nessuno, però, e men che meno il marito, si sarebbe aspettato gli articoli al veleno che Elaine inizia a scrivere appena una settimana dopo che i due hanno deciso di divorziare. Per Charlie anche solo andare in ufficio diventa un problema, visto che tutti leggono quei pezzi in cui Elaine racconta, con dovizia di particolari, le sue innumerevoli e innegabili mancanze come marito, come padre, come amante... Charlie può solo sperare che l'ex moglie si stanchi presto di pubblicare il "Bastardo!" Soltanto un autore come Nick Hornby poteva regalarci un ritratto così riuscito della fine di un amore, il racconto tragicomico, brillante e molto umano, di quanto assurdamente complicata possa diventare la relazione tra due persone”
(da Amazon.it)

Hornby ci racconta un matrimonio finito male, con una decisione di divorzio presa tra le 9,30 e le 10 del mattino dopo aver accompagnato i bambini a scuola. Ed è con questa decisione che inizia la storia del protagonista, Charlie, che si ritrova il protagonista della nuova rubrica della moglie Elaine e, immancabilmente, vedrà pubblicate le sue mancanze come marito, padre, amante e…uomo.
Ed è questo il tema centrale della storia: quando una relazione finisce non ci sono morti, ma danni alla reputazione che comportano un mettersi in discussione. Charlie, messo davanti all’abilità della moglie di scrivere di lui qualsiasi tipo di “cattiveria” e all’opportunità di poter replicare partecipando ad uno show radiofonico, decide di rimanere in silenzio ma non perché è la perfetta vittima del racconto –come potrebbe sembrare all’inizio della lettura- ma perché prende consapevolezza che un fondo di verità in quello che dice la moglie c’è. L’autore è molto abile a non offrire una chiara idea su chi abbia ragione e questo rispecchia l’intricato mondo delle relazioni: nessuno ha completamente ragione o torto, è sempre un ponderato 50 e 50 tra le due parti.
Contrapposta alla rubrica “Bastardo” di Elaine nasce la rubrica “Stronza”, scritta da un marito questa volta che metterà a nudo tutti i difetti della moglie. Se la rubrica di Elaine mette in piazza le mancanze dell’ex marito con una certa abilità, la rubrica Stronza non ottiene lo stesso seguito e successo, diventando più una valvola di sfogo per un marito deluso. Questo particolare è, secondo me, molto rilevante perché non solo offre una chiara distinzione tra le due rubriche –criticando velatamente il comportamento dell’autore della rubrica “Stronza”- ma anche la possibilità al Bastardo Charlie di conoscere la Stronza.

Questo racconto mi ha divertita, per quanto offra una visione delle relazioni e della fine di queste molto fedele alla realtà, con i personaggi di contorno che ci mettono il loro (amici, colleghi, figli e famigliari), l’autore ha uno stile molto umoristico che rende il tutto più divertente e spassoso, ma senza sembrare troppo e soprattutto senza cadere nel fuoriluogo.
Quella che può sembrare una banale storia di fine matrimonio offre tantissimi spunti di riflessione che –purtroppo- restano input per il lettore che dovrà ricamare le proprie conclusioni data la brevità del racconto che resta sempre in superficie senza addentrarsi mai in punti che potrebbero portare a pagine e pagine di scritto. Per esempio ci si pone continuamente domande sul come sia necessario comportarsi alla fine di una relazione e come affrontare i vari sentimenti che ne scaturiscono, ma anche il come trattare la privacy e la diffamazione. E’ giusto o sbagliato mettere in pubblica piazza i propri problemi? Del resto Elaine parlava della propria vita personale e matrimoniale anche prima del divorzio, ricamando temi generali partendo però dal proprio vissuto.

Le due note che non ho particolarmente apprezzato sono: brevità del racconto e annessa superficialità (su cui posso anche chiudere un occhio) e il prezzo esagerato. La mia edizione comprende circa 60 pagine per un prezzo di 9 euro. La versione ebook invece viene sui quattro euro e la versione originale ad un prezzo assai inferiore. Per quanto sia un libro che vale la pena leggere e divertente non mi sembra un prezzo equo per la versione. Ciò non toglie che è una lettura che consiglio, anche sotto l’ombrellone.


Voto: 7,5/10

L8D

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