lunedì 20 ottobre 2014

“Non è mia figlia” – Sophie Hannah [Book]





Trama: Alice Fancourt è stata lontana da casa solo due ore, eppure non vede l'ora di riabbracciare la sua bambina, la piccola Florence di due settimane. Ma, imboccato il vialetto di casa, Alice capisce subito che c'è qualcosa che non va. La porta è aperta, le stanze sono avvolte dal silenzio. Alice corre in camera della piccola e con orrore si rende conto che la bambina che dorme nella culla non è sua figlia. Al suo posto c'è un'altra neonata, un altro viso, un altro pianto. Ma dov'è Florence? E come è possibile che David, il marito di Alice, che doveva badare alla bambina, non si sia accorto di nulla? È l'inizio di un incubo. Perché nessuno le crede. Né David né la suocera Vivianne. Per loro Alice è solo depressa e rifiuta la bambina. E mentre David diventa sempre più aggressivo e minaccioso, ad Alice non resta altra scelta che rivolgersi alla polizia. A occuparsi del caso la detective Charlie Zailer e l'ispettore Simon Waterhouse. Alice non ha alcuna prova, solo la sua testimonianza, quella di una madre sicura che quel viso e quell'odore non sono quelli della bambina che ha portato in grembo per nove mesi. L'unica soluzione è convincere la polizia a eseguire il test del DNA. Ma il tempo scorre. Ogni minuto può essere fatale. E quando Simon Waterhouse finalmente acconsente a eseguire il test, forse è troppo tardi. Alice e la neonata sono sparite.



L’incubo di ogni madre diventa realtà.  Questo è il sottotitolo del romanzo che, in alcuni punti, ricorda  Changeling, film del 2008 diretto da Clint Eastwood e interpretato da una straordinaria Angelina Jolie.  Premessa: romanzo e film non sono assolutamente collegati, ma presentano alcune analogie.

L’intera vicenda si svolge nell’arco di due settimane e viene raccontata alternando passato e presente. Il passato, tempo nel quale avviene la sparizione di Florence è narrato in prima persona da Alice, sua madre; il presente invece in terza persona dalla stessa autrice, la quale racconta in che modo la polizia porta avanti le indagini riguardo la sparizione di Florence e successivamente di Alice.

Andiamo per ordine. Alice rientra a casa e nota che sua figlia Florence è stata sostituita con un’altra neonata. Nessuno però è disposto a crederle, primo tra tutti il marito David, il quale è convinto che la moglie soffra della classica sindrome post parto. Successivamente saranno anche la suocera e la polizia a sostenere la versione di David, pertanto Alice sarà costretta a portare avanti da sola la ricerca della figlia scomparsa. 
Sono dunque queste le analogie al film Changeling, di cui vi parlavo prima.  Altra somiglianza è la tortura fisica e psichica che le due protagoniste sono costrette a subire. Nel film, Christine, interpretata da Angelina Jolie,  viene addirittura rinchiusa in manicomio perché considerata malata di mente. In questo romanzo invece,  Alice subisce una vera e propria violenza psicologica da parte del marito David, uomo dalla doppia personalità.

La domanda che ripercorre tutto il romanzo è la seguente. Florence è stata davvero sostituita? Come in Changeling, anche in questo caso la parola della madre viene messa in discussione. Si è portati a credere alla protagonista non solo per le cattiverie che è costretta a subire, ma soprattutto per una ragione pura e semplice. Chi meglio di una madre può riconoscere la propria figlia?


Purtroppo in alcuni punti il romanzo tende ad essere noioso e alcune parti scontate. Nonostante questo è una lettura interessante.


BlackCherry



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