mercoledì 30 settembre 2015

[Book] Fidia - Marco Belloni


Oggi parliamo di un libro di un autore italiano, Marco Belloni, una new entry nel panorama della scrittura italiana. E' stato lui stesso a contattarci tramite email per sottoporci ed inviarci il suo romanzo e lo ringrazio per la pazienza dell'attesa di questa recensione, giunta in estremo ritardo causa impegni di studio e lavoro.
Ovviamente è mio dovere sottolineare che pur avendo ricevuto l'ebook NON siamo state pagate per farne pubblicità, nè per parlarne positivamente e anzi ringrazio nuovamente Marco per essersi sottoposto al mio giudizio.
Il libro è acquistabile in formato ebook e tutte le informazioni potete trovarle nella pagina Ufficiale di Fidia e sul sito internet dell'autore.

Sinossi:
Quinto è un padre di famiglia e un libero professionista, ma potrebbe essere una madre in carriera. 

Quinto potrebbe essere il tuo vicino di casa, quello che saluti sempre con un sorriso di cortesia, ma di cui non ricordi mai il nome. 

Quinto può stare al tuo lato per anni senza farsi mai notare. 

Quinto è un essere umano simile a molti, e potresti anche averlo visto passare per strada l'altra mattina. 
Quinto non si è mai sentito capace di fare niente di diverso da quello che fa. 
Quinto scivola da anni dentro un vortice abitudinario che lo trascina sempre più giù e che non riesce a controllare. 
Quinto non capisce perché si impegna e si sforza, ma non riesce proprio ad essere felice. 
Quinto crede di aver paura di cambiare. 
Quinto si è dimenticato di essere, come lo è ognugno di noi, il vero artefice del proprio destino. 


Quinto è un uomo comune, uno dei tanti che passa volentieri inosservato. Ingegnere e padre di famiglia, è un tipo abitudinario e senza nessuna passione speciale che lo contraddistingua. Da tempo ha il sospetto che il suo socio Pedro lo stia truffando e, il giorno in cui decide di vederci chiaro, ne scaturisce una lite nel sorprenderlo in flagrante, nel corso della quale Quinto lo uccide senza volerlo. 
Impaurito e senza sapere cosa fare decide di provare a scommettere tutto quello che ha sulla finale di calcio più importante dell'anno, che si gioca la sera di quello stesso giorno, per poter fuggire in caso di vincita. 
Gli interessi in gioco quella sera sono molti e il dramma personale si intreccia con i piani dei massimi esponenti politici del suo paese, svelando le trame di un grosso affare illecito organizzato in segreto proprio durante la partita. 


La sinossi l'ho tagliata perchè un po' troppo spoilerosa, ma se volete leggerla in maniera completa potete cliccare sulla pagina fb che vi indirizzerà alla pagina completa del libro.
Il protagonista del racconto è tale Quinto Fiumani, un uomo anonimo e abitudinario, uno di quelli che potremmo descrivere come "senza infamia e senza lode" che popolano la vita di tutti i giorni. Quinto ha una moglie, Patrizia, che lavora presso il Ministero di Giustizia e si occupa di redigere tutti i testi di legge per mano del Ministro -incapace nel suo ruolo-, e tre figli. Entrambi conducono una vita piatta e noiosa, ma la prima svolta nella storia si ha quando Quinto decide di prendere in mano la sua sorte e affrontare Pedro, il suo socio in affari, che lo stava truffando da molti anni ma non si erano presentate mai le effettive prove per muovere un'accusa, solo sospetti. La scoperta accende la rabbia che culmina, dopo un furioso litigio, con l'omicidio di Pedro e il primo cambiamento del protagonista, consapevole di aver ucciso un uomo senza volerlo e con la paura di essere scoperto.
E mentre il marito si ritrova ad affrontare una storia, la moglie Patrizia si ritrova a nascondere un segreto che la porta a lavorare con il Ministro di Giustizia per mettere nero su bianco una legge sulle privatizzazioni che avrebbe compromesso il futuro della Nazione, che diventa a sua volta protagonista con il personaggio del Presidente, una partita di calcio dove si gioca il tutto e per tutto e, infine, i vari personaggi che nell'intera trama si intrecciano e si incontrano.

La cosa che ho trovato molto piacevole è l'intreccio della trama: se in un primo momento i personaggi sembrano slegati tra loro, con l'evolversi delle vicende ognuno di loro diventa una tessera di un grande puzzle che non solo coinvolge le loro vite nel piccolo mondo personale, ma che va ad insinuarsi anche in quello della nazione.
La narrazione è veloce in alcuni punti e più lenta -ma non per questo meno godibile- in altri, dimostrando una buona capacità dell'autore di saper dosare il tempo e incalzare la lettura nei momenti di maggior interesse, per dare invece respiro in quei momenti dove una pausa è necessaria.

I personaggi sono tratteggiati in maniera impeccabile, dopo una sommaria presentazione iniziale il lettore ha modo di vedere lo sviluppo di questi e la loro evoluzione/devoluzione. I pensieri di Quinto ci vengono consegnati anche nelle lettere che lo stesso scrive alla moglie, in un disperato tentativo di cercare appoggio, redenzione e comprensione nella donna che lo ha amato.
Alcuni dei personaggi, esempio lampante quello del Presidente, si presentano come degli stereotipi che non stuccano affatto, caratteristiche che potremmo definire dei clichè del mondo contemporaneo -basti pensare al fatto che il Presidente pur essendo stato eletto preferisce occuparsi dei suoi interessi e non del Paese che governa- e che si rivelano all'interno del racconto utili per direzionare la propria critica nei confronti della stessa società, che spesso si lascia manovrare e distrarre dagli specchi per le allodole, e nei confronti della politica stessa, oramai troppo interessata ai propri tornaconti piuttosto che ai cittadini che hanno in mano il potere di eleggerli.
E questa critica appare ancora più efficace grazie all'uso di una non definizione del tempo e dello spazio: l'autore non specifica il dove, nè tanto meno il quando della sua trama, che si incasella in maniera perfetta in tempi odierni e forse anche in realtà vicine a noi.
Così la narrazione è affidata ai personaggi stessi che hanno il proprio spazio per presentare la versione dei fatti: il lettore diventa un occhio esterno, che si immedesima in quello che condividono i personaggi, inconsapevoli fino all'ultimo del loro destino oramai legato a quello degli altri in una trama che potremmo definire una grande e pericolosa ragnatela, che accompagna fino alla fine del racconto.

Interessante la scelta del titolo "Fidia" e il rapporto con il mondo scientifico dato che in matematica esiste la Costante di Fidia e il simbolo sarà ripreso da Quinto quando deciderà di farsi un tatuaggio. Preciso che non sono una matematica e che la mia interpretazione deriva da rudimenti fatti a scuola e da opinioni personalissime.
L'ho trovata una scelta singolare ed interessante: la costante di Fidia viene definita anche come sezione aurea o come proporzione divina, qualcosa che richiama un concetto di bellezza e perfezione che diviene canone in cui tutto, dalla natura all'uomo, cerca di modellarsi. Un pò come l'Uomo Vitruviano che si inserisce perfettamente all'interno del quadrato e del cerchio.
L'uomo viene definito spesso, da pensatori e autori, come un pendolo, capace di oscillare tra stati d'animo. Questo lo rende imperfetto e disordinato perchè la pulsione istintiva guida l'uomo che perde i punti di riferimento. Ed è proprio quello che succede a Quinto, accecato dalla rabbia e perso nella paura e nei rimorsi, che trova la propria pace e dimensione quando viene messo davanti alla consapevolezza di dover cambiare vita e assumere l'identità di Carlos. La nuova vita porta il cambiamento e, nella sua forza, anche quella proporzione che verrà suggellata in un tatuaggio del simbolo della costante di Fidia sul braccio di Quinto diventato Carlos.

Consiglio veramente la lettura di questo libro che non deve spaventare nella sua mole, perchè le pagine volano in fretta e accompagnano il lettore fino alla fine senza stancarlo. Ho amato tantissimo l'immagine di copertina, rivolgo i miei complimenti a chi l'ha ideata e realizzata.
Colgo il finale di questa recensione per ringraziare nuovamente Marco ed invitarlo a rispondermi con qualche curiosità o semplicemente per dare un'opinione a questo mio pensiero. Ovviamente l'invito è aperto anche ai lettori di Fidia o futuri lettori di Fidia.

Voto: 8/10

Alla prossima recensione!

L8D

5 commenti:

  1. Ringrazio L8D per la passione con cui conduce questo blog e per una delle letture più attente e dedicate che ho ricevuto fino ad ora per Fidia.
    Sono rimasto molto colpito da come la struttura della narrazione e le costruzioni dei personaggi siano state comprese in modo così limpido e cristallino. Non ho trovato un punto della recensione che non condivido.
    E sicuramente la sinossi è molto meglio di quella che ho preparato sui social! Quella che ho pubblicato è un derivato un po' grezzo dello script della sceneggiatura su cui sto lavorando con l'amico regista Mattia Fiumani per la realizzazione de "La Futbolitica di Quinto", lungometraggio tratto dalla prima parte di Fidia.
    Grazie a Lady8Dark e un saluto a tutte le lettrici e a tutti i lettori de "La Rivincita delle Recensioni"!

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    1. Ti ringrazio per i complimenti, la passione è mia quanto di BlackCherry che ha portato avanti questo spazio quando io non ho potuto.
      Sono io molto colpita dal libro e da come è stato sviluppato e quindi non posso che ringraziare il fatto che tu ce l'abbia sottoposto, avendo così modo di scoprire perle nel panorama della scrittura emergente che spesso non riceve giudizi entusiasmanti.

      Ti faccio il mio in bocca al lupo per il lungometraggio di Mattia Fiumani.

      Grazie ancora,
      L8D

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  2. Anch'io sto leggendo Fidia di Marco Belloni e condivido quanto detto sulla velocità della narrazione, mi sto letteralmente divorando le pagine...
    E ottima la recensione, che non mi ha spoilerato il finale, grazie e complimenti a entrambi

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    1. Il non mettere spoiler ci sembra il minimo per chi il libro se lo vuole godere.
      E poi ecco, non ci piace dover essere inseguite da gente con i forconi e la mannaia :D

      Buona lettura!
      L8D

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  3. Confesso di non aver mai letto il libro e di non conoscere l'autore, e anche se il calcio non m'interessa in questo momento della vita e la politica non mi piace, questa recensione mi spinge a cercare il libro.

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