venerdì 29 gennaio 2016

[Book] Marco Bonafede - Asia Anderson e i fantasmi del Tempo


Era da un po' che di tempo che dovevo scrivere questa recensione e mi scuso con l'autore, Marco Bonafede, per averci impiegato decisamente troppo tempo prima di far uscire la mia opinione in merito. Lo ringrazio per la pazienza e soprattutto per avermi indicato quando avrei potuto trovare l'ebook in offerta su Amazon.
Prima di passare alla recensione leggiamo la breve trama -priva di troppi spoiler- presa Navarra Editore:

Mark Smith è uno psichiatra inglese che lavora nel consultorio pubblico di Beckett Street a Oxford. È uno strizzacervelli scettico che si dice "praticante ma non credente" della sua professione, perché la esercita senza fiducia in nessuna delle teorie correnti sul funzionamento del cervello. Una mattina un paziente anglo-indiano, Arun Majumdar, gli racconta un episodio che ha dell'incredibile: dice di avere visto una figura di donna dall'aspetto ottocentesco venire fuori dalla parete del suo salotto. Dopo avere esaminato il caso, il dottor Smith si ritrova coinvolto in un'indagine sul fenomeno paranormale, e scopre che il mondo della fantasia non è poi così distante da quello della razionalità.


Questo libro affronta il tema del paranormale, argomento che potrebbe risultare un po' ostico a chi non ama il genere. Ciò mi porta a fare una doverosa premessa prima di parlare del libro: quando l'argomento che si affronta riguarda la scienza, il paranormale e i fantasmi, spesso l'atteggiamento che si tiene nei confronti dell'opera è quella di giudicare se la storia sia scientificamente provabile o meno. Io qui alzo le mani, non ho competenze specifiche nel campo tanto che mi sono tenuta su un parere di "credibilità", nel senso se la storia -leggendola- sembrava a me plausibile o meno, valutando gradevolezza e scorrevolezza.
Ammetto anche che il campo scientifico non è il mio genere prediletto, ma posso altrettanto dire che questa lettura l'ho trovata gradevole e piacevole, adatta anche a chi non è proprio ferratissimo. L'autore inserisce all'interno del racconto stralci più tecnici che non disturbano la lettura (ma che forse potrebbero risultare a volte di troppo), che fanno da parentesi per comprendere ed immedesimare il lettore nel punto di vista di Mark Smith.

Il protagonista e voce narrante è proprio il Dottor Smith, uno psichiatra che ci viene presentato come uno di quei medici che ha il suo modus operandi e che, volente o nolente, si ritrova ad affrontare un'avventura alla scoperta del paranormale e dei fantasmi. Ho particolarmente apprezzato questo personaggio che nel corso della storia ha anche una evoluzione che risulta assolutamente credibile dati gli avvenimenti, come ho apprezzato la sua presentazione e la sua inclinazione a capire il paziente piuttosto che affrontare un percorso diagnostico solo su libri e teorie. E' proprio il Dottor Smith che pur di venire a capo sul caso di Majumdar, lo sottopone ad esami meticolosi pur di arrivare alla risposta certa dei dubbi del paziente anglo-americano che si scoprirà essere un professore universitario abbastanza conosciuto nel suo ambiente. Il secondo personaggio di punta è sicuramente Asia Anderson, la figura femminile che compare già dal titolo del libro. Un personaggio misterioso su cui non mi dilungo per non fare eccessivi spoiler sulla trama, ma su cui posso dire che ho trovato molto singolare la scelta stilistica per presentarla e caratterizzarla, dato che tutto si svolge attorno ad un colloquio/interrogatorio. Ma questo non mi ha impedito di apprezzarla nella sua singolarità e considerarla la vera protagonista della storia assieme a Mark Smith. 
Gli altri personaggi non sono meno: tutti vengono tratteggiati (chi più e chi meno) e diventano rappresentanti di un qualcosa (conoscenza, studio, fede, scienza e così via) che viene messo in discussione all'interno della trama. Ho trovato tutti i personaggi ben orchestrati, inizialmente spalle di una squadra di ricerca e poi piccoli protagonisti di sottotrame che si legano, perfettamente, a quella iniziale. E la cosa che mi è piaciuta di più è appunto il loro rappresentare un principio che viene discusso e snocciolato a beneficio della trama.

Parliamo di questa trama (e mi terrò vaga per non incappare nello spoiler). La lettura risulta scorrevole e piacevole, con colpi di scena adeguati al momento e una buona orchestrazione di tutto il complesso di personaggi/avvenimenti. Ho citato il colloquio/interrogatorio dove vediamo un confronto/rapporto tra i personaggi iniziali e Asia Anderson che ci viene presentata in tutta la sua natura e caratterizzazione. Una scelta singolare, senza dubbio, e forse potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Ma penso anche che non vedrei modi diversi per affrontare un momento come quello proposto dall'autore. Nel momento vengono offerti tanti input e spunti di riflessione che spaziano dall'economia alla sociologia, alla storia dell'uomo fino a quella della scienza.
Se inizialmente ero rimasta un po' dubbiosa dal confronto, con la conclusione del libro mi sono ricreduta e ho trovato l'espediente narrativo decisamente interessante. E se vogliamo essere un po' troppo puntigliosi -mi scuso con Marco per questo- possiamo dire che forse alcuni aspetti affrontati potevano essere spiegati più nello specifico o dedicare più spazio ad alcuni piuttosto che ad altri, magari approfondendo ancora di più i temi che la stessa Asia Anderson racconta. Perchè se vogliamo proprio accusarla di qualcosa, ma che io ho trovato comunque interessante come caratterizzazione della stessa, è la freddezza ed impersonalità nel raccontare qualcosa che le appartiene. Ma comunque puntigliosità mia a parte, gli spunti che ho trovato sono stati per me molto interessanti e ogni capitolo che concludevo mi portava a pensare e arrovellarmi su ciò che avevo appena letto.
Comunque la scelta di non andare troppo in profondità l'ho interpretata come un desiderio di non voler fare un polpettone di teorie e cose, rischiando di perdere di vista il racconto e la sua trama, rischio che è sempre dietro l'angolo. Non c'è una superficialità noiosa, tutto è a beneficio della lettura che si fa velocemente e in maniera piacevole fino alla fine.

Non mi dilungo sullo stile che, come ho detto, ho trovato ben orchestrato e ben scritto. Singolari alcune scelte narrative che mi hanno fatto apprezzare di più il libro. 
Come ho detto, non ho valutato l'opera nel suo basamento scientifico, ma considerando la possibilità. Personalmente, per concludere la recensione, ho trovato questo libro molto interessante e affascinante, apprezzabile nella sua spiegazione di fantasmi (e non solo). E' una lettura che si affronta in pochissimo tempo, cattura fino alla fine consegnando un finale che a me ha fatto sorridere ma allo stesso tempo riflettere ancora di più, dandomi modo di arricchire anche il mio bagaglio in materia. Assolutamente una lettura consigliata e ringrazio Marco Bonafede, l'autore, per averci fatto scoprire questo racconto davvero piacevole.

Voto: 7,5/10


Alla prossima recensione,


L8D


Edit: Mi scrive l'autore per segnalarmi che ha cambiato la copertina. Se volete acquistare e guardare la nuova grafica potete cliccare QUI, e verrete rimandati alla pagina Amazon.

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