mercoledì 17 febbraio 2016

[Book] George Orwell - La Fattoria degli Animali



Buonasera a tutti e ben ritrovati in una nuova recensione che sarà letteraria. In realtà non sarà una vera e propria recensione, dato che voglio parlare di un libro che tutti dovrebbero leggere nella propria vita. E mi riferisco a "La fattoria degli Animali" di George Orwell, autore di un altro celebre libro "1984".

Dal sito Amazon, il libro viene presentato così:
Gli animali di una fattoria, stanchi dei continui soprusi degli esseri umani, decidono di ribellarsi e, dopo avere cacciato il proprietario, tentano di creare un nuovo ordine fondato su un concetto utopistico di uguaglianza. Ben presto, tuttavia, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con l'astuzia, la cupidigia e l'egoismo che li contraddistinguono si impongono in modo prepotente e tirannico sugli altri animali più docili e semplici d'animo. L'acuta satira orwelliana verso il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un'energia stilistica che pongono La fattoria degli animali tra le opere più celebri della narrativa del Novecento.

Dal titolo può sembrare una storiella per bambini, ma iniziare il racconto di Orwell significa, necessariamente, immergersi in una piena allegoria della società -e nello specifico del Comunismo. Se in 1984 la critica allo stato moderno e totalitario era piena e esplicita, con il Big Brother che controlla costantemente l'uomo, in questo racconto possiamo muoverci su due piani: il primo, più superficiale, della storia effettiva che comprende i personaggi degli animali e le vicende della fattoria, il secondo, più profondo, che si snoda nella critica alla società e alla forma degenerata della società stessa e dello Stato.

L'attenzione del racconto è sulla fattoria, che si accosta facilmente ad uno stato o ad una nazione, con gli animali che soffrono per la presenza dell'uomo, considerato despota, e decidono di compiere una rivoluzione (ma forse è meglio usare il termine più duro di rivolta) per rovesciare quella che è la realtà attuale. Un avvenimento che richiama facilmente a facili considerazioni prendendo esempi dalla storia, di popolazioni che hanno voluto esprimere il proprio dissenso nei confronti del potere arrivando allo sfinimento e allo scoppio del cambiamento attraverso un atto forte e decisivo come quello della rivoluzione. E la prima critica ci viene presentata proprio in questo contesto: gli animali, produttori di beni a discapito della propria fatica, vengono visti come la classe dei lavoratori che viene sfruttata senza sosta dall'Uomo, che diventa rappresentante delle classi superiori.
Eliminato l'uomo ed eliminato il nemico, gli animali si godono la propria libertà e vivono appieno dei propri frutti, assaporando con soddisfazione la propria impresa eroica. Godono di aver seguito ideali che se in un primo momento appaiono giusti e ispiratori, poi diventano utopistici, fino a distruggersi quando la vera natura si manifesta e appare la sete di potere.
Non solo, un passaggio chiave decisamente importante che richiama con una certa presunzione l'analogia con la società umana e contemporanea, è lo sfruttamento dell'ignoranza: nel libro più volte si vede come i maiali sfruttano la non conoscenza degli altri per ergersi sopra il resto, creando un doppio filo dato che sono gli stessi animali, ignoranti, ad ergere come esempi il gruppo dei maiali, lodandoli in ogni modo. Non accade anche nella nostra società?
Come ho scritto prima la critica più feroce punta al Comunismo: non si può non pensare alla rivoluzione del '22 con il disegno di Lenin proseguito poi da Stalin, non si può non pensare alla lotta di classe teorizzata da Marx e di come il disegno di comunismo è degenerato in un annullamento della libertà personale e della libertà di informazione.

I personaggi, composti dagli animali, sono rappresentanti di una caratteristica precisa che presenta l'uomo: i maiali come gli avari di potere e di controllo, i cani come la polizia e le guardie che devono controllare e usare la violenza nel caso di soggetti che non vogliono rimettersi al loro posto, i cavalli come i lavoratori e le pecore come quella parte di popolo che segue il capo senza ragionare o fare domande. Mi ha ricordato molto il fare di Esopo e Fedro, autori classici, che sfruttano la caratteristica dell'animale per criticare, insegnare e riprendere la personalità umana, in un voler usare come sempre un espediente.
Lo stile invece è semplice, immediato perchè deve mascherare l'intenzione della critica ma presentarsi come una bellissima favola per bambini che diventa una lettura scorrevole e piacevole fino alla fine.

Avevo già amato Orwell, ma con La fattoria degli Animali l'ho consacrato come mio autore preferito. Trovo questo racconto geniale, implicito nella sua critica ma pieno di riferimenti, analogie e accostamenti con quello che è lo Stato, la società e l'Uomo in generale. Anche se scritto nel '900, il racconto ha una grandissima attualità ed invita il lettore ad aprire gli occhi e guardare la realtà che lo circonda e che, a discapito di quanto si possa pensare, non è affatto diversa dalla Fattoria degli Animali.

Concludo con questa citazione: Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri.

Voto: 9

L8D

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