lunedì 25 aprile 2016

[Book] Il Seggio Vacante - J.K. Rowling



Buonasera a tutti,
Finalmente torno su questi schermi per una nuova recensione letteraria. Potete mettere a posto trombette, non siamo svanite. Semplicemente abbiamo molto da fare tra lavoro ed esami. Ma continuiamo ad aggiornare assiduamente la nostra pagina Facebook e potete seguirci lì, nel caso vogliate condividere e commentare i post che pubblichiamo.
Ma ciancio alle bande (cit), come diciamo sempre, iniziamo questa recensione letteraria in cui vi voglio parlare di un libro che mi è particolarmente piaciuto: Il Seggio Vacante (o in inglese The Casual Vacancy), scritto da J.K. Rowling, scrittrice della famosa saga di Harry Potter.
Come sempre facciamo una sinossi del racconto presa da Amazon:

A chi la visitasse per la prima volta, Pagford apparirebbe come un’idilliaca cittadina inglese. Un gioiello incastonato tra verdi colline, con un’antica abbazia, una piazza lastricata di ciottoli, case eleganti e prati ordinatamente falciati. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro emarginati. La morte di Barry Fairbrother, il consigliere più amato e odiato della città, porta alla luce il vero cuore di Pagford e dei suoi abitanti e la lotta per il suo posto all’interno dell’amministrazione locale è un terremoto che sbriciola le fondamenta, che rimescola divisioni e alleanze. Eppure, dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, ecco emergere una verità spiazzante, ironica, purificatrice: che la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l’unico modo per non farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo.


Premessa doverosa: ho letto questo libro con moltissima curiosità. Ho apprezzato lo stile della Rowling già con Harry Potter (con cui sono cresciuta) e volevo vederla alla prova con un racconto che pur inserendo la componente adolescenziale ritrovata nella saga del maghetto, si discosta per temi e per svolgimenti.
La trama si svolge completamente a Pagford, un paese nel cuore dell'Inghilterra famoso per la sua tranquillità. Uno di quei classici posti dove tutti conoscono tutti e i suoi abitanti guardano con un occhio particolarmente disinteressato il caos della città. Città rappresentata da Yarvil, collegata a Pagford da autobus che non sempre passano (e di cui i cittadini non sembrano preoccuparsi). Il problema però tra Pagford e Yarvil è l'esistenza dei Fields, quartiere residenziale nato nella periferia in cui non si sa bene se siano un problema del villaggio o della città, lì dove si vede il degrado e si ritrovano personaggi che vivono la droga e il disagio sociale di sopravvivere un giorno dopo l'altro. Questi Fields rappresentano un po' il problema del paese e spacca il consiglio comunale tra chi vorrebbe sbarazzarsene e delegare il tutto a Yarvil e chi invece vuole tenerli nella propria amministrazione per occuparsene.
Pagford, all'interno del racconto, rappresenta il classico paesino di vita tranquillo dove si possono nascondere piccoli sporchi segreti dei suoi abitanti. E' così che ci viene presentato e nel corso del racconto si assiste ad una evoluzione del paese con una chiave finale che non stona, ma lascia il lettore piacevolmente coinvolto nelle vicende di questo paese fuori dal mondo.

La tranquillità viene a mancare quando Berry Fairbrother, consigliere comunale di Pagford, muore improvvisamente. Barry è uno di quei pochi che vedono nei Fields le sue origini, dato che ci viene descritto come un uomo che era nato con poco e che si era saputo guadagnare il suo posto e il rispetto delle persone. Un uomo amato da tutti, tanto che la sua morte provoca un vero vuoto per chi gli stava attorno. In realtà i sentimenti nei suoi confronti vengono tratteggiati in maniera ambigua, segno delle prime incrinature all'interno dei personaggi: ho trovato particolarmente interessante l'evoluzione del personaggio di Mary Fairbrother, la moglie di Barry che ci viene presentata come una moglie devota ma che poi mostrerà le sue prime debolezze nei confronti della grande passione di Barry nel sapere e volere a tutti costi fare del bene e tirare fuori il meglio delle persone. La dottoressa Parminder Jawanda che grazie ad un pettegolezzo inizia a capire e analizzare il suo rapporto con Barry, braccio destro all'interno del consiglio. Forse l'unico personaggio che si dimostra autentico e legato a Berry è quello della giovane Krystal Weedon, la ragazza problematica dei Fields con una madre che fa uso di droghe e un fratellino a cui badare.
I personaggi ci vengono presentati con una certa attenzione ai loro dettagli e, nel corso della lettura, subiscono evoluzioni e devoluzioni che sono in linea con la storia. Niente incoerenze. Su questo vorrei porre all'attenzione due particolarità. La prima, la mancanza di un effettivo protagonista: i personaggi sono tanti, ognuno con la sua storia e l'autrice riesce ad intrecciare le vicende con una certa capacità, fino al finale che sarà l'apoteosi effettiva dell'incontro di alcuni di loro, proprio quando la storia sta volgendo al suo termine e si sta consumando. E' un'opera corale dove, come era successo in Harry Potter con la scuola Hogwarts, il luogo da scenario si trasforma in protagonista che evolve e consuma i personaggi e la storia. La seconda è che la caratterizzazione dei personaggi è così attenta e centellinata nella lettura che nessuno di loro riesce ad essere inserito nella categoria buono o cattivo. L'autrice non da giudizi ma lascia al lettore il merito di giudicare i suoi personaggi per quello che fanno, si muovono secondo i propri interessi e desideri e su questi vengono analizzati in corso della lettura. Ci si affeziona, si condanna e si odiano i loro aspetti e le loro sfumature in un'analisi che parte tutto dalla morte di Barry che aleggia come un fantasma sulla vita di tutti.
Anzi, sarà proprio la comparsa di una serie di post anonimi sul sito del consiglio con la firma con "Il Fantasma di Barry Fairbrother" a sconvolgere ancora di più la vita dei cittadini che si ritroveranno a fare i calcoli con gli sporchi segreti che tengono chiusi nei loro armadi.
Contrapposto a Barry c'è Howard Mollinson, capo del consiglio comunale e che non vede l'ora di sbarazzarsi dei Fields e dei problemi che gravitano attorno a questi. Lui accoglie la notizia della morte di Fairbrother con una certa gioia, vedendo solo il seggio vacante che potrebbe far occupare dal figlio Miles.

Già in Harry Potter la Rowling aveva dimostrato una grande capacità ad analizzare diverse tematiche che si sono ampliate con la crescita dei personaggi. Abbiamo visto l'amore, l'amicizia, la lealtà e la responsabilità mescolarsi nelle scelte e nelle azioni di Harry e soci. Qui le tematiche sono diverse, diventano più mature andando ad affrontare temi adolescenziali e di scoperta (il fumo, la droga e il sesso) con temi adulti come la morte, il rispetto e gli intrighi "politici" per riuscire a vincere la propria piccola battaglia nella tranquillità del proprio paese. Gli adolescenti pagano il prezzo dell'esistenza dei genitori, altri riescono a riscattarsi scoprendo sfumature di un rapporto compromesso e difficile tra figlio e genitore stesso. I "grandi" si ritrovano invece a combattere le battaglie dei propri interessi, a farsi portatori di principi sia in onore dei loro genitori (come Miles), sia in onore dei propri amici, compagni e amanti. E' uno scontro di tantissime tematiche che si ampliano nel corso della lettura, non c'è uno schieramento preciso ma tanti piccoli schieramenti e tante piccole battaglie.
Il finale è un colpo allo stomaco. Rappresenta il culmine pieno dell'intreccio ma personalmente non riesco ad esprimermi più di tanto perchè...beh, no spoiler da queste parti!

Prima di concludere la recensione vorrei spendere qualche riga sulla miniserie (tre puntate) che hanno tratto dal libro. Gli attori scelti sono tutti fenomenali: ho apprezzato ancora di più il personaggio di Samantha (che avevo già amato alla follia leggendo il libro) e ho scoperto che l'attore scelto per fare Howard è Michael Gambon, interprete di Dumbledore dal terzo film di Harry Potter (Albus Silente -l'attore è subentrato a Richard Harris che aveva fatto i primi due film e poi è venuto a mancare).
Se siete della filosofia dell'assoluta fedeltà tra libro e prodotto televisivo/cinematografico, vi consiglio di stare alla larga: ci sono molte differenze e un paio di personaggi sono stati anche eliminati (non ne sentiamo comunque la mancanza anche se ero curiosa di vederli portati sullo schermo). Come prodotto nel suo complesso non mi è dispiaciuto. Lo consiglio se avete apprezzato il libro e se amate comunque le produzioni inglesi.

Concludiamo questa recensione e tiriamo le somme: sicuramente non c'è da gridare al capolavoro perchè tutto sommato è un racconto che dimostra anche le sue pecche, uno su tutti forse la non grandissima originalità del villaggio tranquillo e beato che nasconde le peggio nefandezze dei suoi cittadini. Forse però il punto di forza non è tanto l'originalità ma il portare ai lettori un racconto di riflessione che mette in mostra tutta la falsità, ipocrisia, vigliaccheria, interesse, indifferenza e debolezza dell'individuo. Sono cose su cui possiamo discutere e dibattere, già su chi giustificare dei personaggi e chi invece condannare perchè cattivo.
Ma alla fine nella lotta di quel seggio vacante decisivo per i voti nel Consiglio, arriva l'amara quanto mai ironica presa di coscienza: di quale seggio vacante parliamo se alla fine esiste un solo seggio che siamo desinati ad occupare con la morte?

VOTO: 8/10

L8D

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