lunedì 31 ottobre 2016

[Ebook/Iniziativa] Halloween Party Blogathon: Il Canto di Gillian - Natascia Luchetti



Eccoci con un nuovo post, in concomitanza con una festività che io -ma posso parlare anche a nome delle mie socie- adoro tantissimo: Halloween. Anche se quest'anno i toni saranno sicuramente un po' più smorzati a causa dei recenti accadimenti che hanno colpito l'Italia e che hanno gettato un'ombra di angoscia su molti colpiti dal sisma.
Questo post partecipa all'iniziativa blogathon promossa dal blog Scheggia tra le Pagine, un angolo di internet che seguiamo silenziosamente e che ha lanciato questa bellissima idea per parlare di libri in tema Halloween. Abbiamo deciso di prendervi parte proponendo il libro di una autrice emergente così da poter far conoscere nuove idee e nuove trama nel panorama del genere: scritto da Natascia Luchetti vi parlerò de Il Canto di Gillian.

Come da regolamento dell'iniziativa, cliccando QUI accederete al link del Blogathon di Halloween e potrete vedere anche la lista degli altri blog (con relativi libri) che partecipano. Personalmente non vedo l'ora di leggere gli articoli degli altri.



Prima di buttarci a capofitto nella recensione con considerazioni varie ed eventuali, iniziamo con la sinossi del libro che potete trovare dal sito di Amazon (da cui potete acquistare il libro):

Jennyfer Riverwood muore nell’incendio di una vecchia casa oramai disabitata nel tentativo di salvare il fidanzatino Markus. La disgrazia è stata provocata dai compagni di classe dei due, figli di famiglie molto influenti che permettono loro di non pagare pena per il loro gesto abietto. 
A distanza di ventidue anni, però, una dei responsabili della morte di Jennyfer viene uccisa da un assassino che dà connotazioni rituali all’omicidio. La paura si diffonde all’interno del vecchio gruppo. 
Forse non è stato dato abbastanza peso ad un importante dettaglio: la casa distrutta non era come tutte le altre.


Questo libro viene classificato come thriller, fantasy e horror ma immergendosi nelle sue pagine si scopre che c'è molto altro tra le righe. Per esempio c'è tutta una trama di legami affettivi, di come il sentimento -non necessariamente amoroso- possa trasformarsi o muovere le azioni dei personaggi. C'è sullo sfondo una storia molto antica che trae le sue origini da un altro racconto che è quello delle streghe di Salem. Ci sono tantissimi riferimenti e dettagli che rendono questo romanzo davvero completo: il lettore deve solo accettare di immergersi tra le pagine e godersi un racconto che, personalmente, mi ha coinvolto tantissimo e lasciato sul finale con qualche dispiacere di essere giunta alla fine delle pagine.
L'ambientazione inizia con una particolarità: nucleo della storia è la cittadina di Saint Catharines dove una donna torna con la figlia per tornare dai genitori e fuggire dalle violenze del marito. Già nelle scene iniziali si avverte un tema che non è estraneo alla nostra società; tema che viene tratteggiato in un modo che lascia riflettere il lettore. Parallelo e più approfondito è invece il tema del bullismo che diventa motore della trama con l'episodio che porterà poi al culmine delle vicende iniziali che si snodano per tutto il resto del libro. Legato e quasi intrinseco è il concetto della vendetta, della bramosia e della sete di voler punire chiunque si sia macchiato di ingiustizie e fargli patire la stessa pena in una sorta di contrappasso. Tante ferite quanti i crimini commessi, è un concetto che riporta la filastrocca nell'incipit del libro.
La scelta di ambientare in Canada la storia non l'ho trovata casuale: in un primo momento mi è sembrato il semplice desiderio di sfuggire al classico cliché delle ambientazione di moltissimi racconti, che oramai hanno messo le loro radici nell'American Dream che tanti cantano e osannano. Ma poi si rivela qualcosa di più, Saint Catharines inizialmente diventa il porto sicuro, l'ancora di salvezza per Louise e Jennyfer per sfuggire dalle violenze e successivamente si trasforma in un posto pericoloso dove tutto viene spazzato via. E' un posto reale ma allo stesso tempo simbolico anche per Markus, il giovane legato a Jennyfer, che in un primo momento tenta di scappare dalla città per liberarsi del peso del passato da cui non può sfuggire poiché deve tornarci così da affrontare una storia ancora aperta. E' un posto significativo anche per tutti gli altri personaggi che si affacciano nelle vicende con i loro problemi, le loro esistenze e drammi esistenziali.

I personaggi che compongono la storia sono molti ma l'autrice, Natascia, sa gestire tutte le loro storie con una certa abilità, azionando perfetti meccanismi di passaggio tra i vari riflettori che puntano su di essi. Per quanto siano due i protagonisti, Markus e Jennyfer, in realtà nella storia si affaccia una terza presenza, quella di Gillian Friedman, che viene presentata sempre attraverso la bocca degli altri e mai da quella del narratore esterno. Un espediente che ho particolarmente apprezzato perché sull'esistenza di Gillian il narratore non da mai pieno giudizio delle sue azioni. Non entro nel merito per non fare spoiler e rovinare la storia a chi vuole godersela, ma se vi aspettate un giudizio morale ed etico non è un racconto che fa al caso. Sono le azioni dei personaggi che giudicano loro stessi, tutto è lasciato al giudizio del lettore mentre il narratore rimane un semplice presentatore delle vicende che si susseguono all'interno del libro. Nonostante ciò empatizzare e simpatizzare con i protagonisti non è difficile, grazie soprattutto allo stile di scrittura.
Su questo non mi soffermo moltissimo: lo stile è asciutto, ben descritto nelle scene di cui non mancano alcune splatter che non mi sono dispiaciute e affatto disturbanti. Come ho già accennato prima, il passaggio tra i vari punti di vista è ben riuscito e non genera confusione, ci sono tanti personaggi e tantissime trame ma ognuna viene orchestrata al meglio in un racconto complessivo che cattura il lettore e lo accompagna fino alla fine.

Ma veniamo alla domanda fondamentale: scegliere questo racconto per il Blogathon di Scheggia tra le Pagine.
Messe davanti all'idea di partecipare non volevamo portare un racconto classico, perché riteniamo giusto parlare di nuovi libri nel panorama quando questi meritano di essere messi in luce. Non siamo davanti ad un racconto che può fare lo scalpo a Edgar Allan Poe o a Stoker ma è un racconto che si difende più che bene e dimostra anche una certa capacità di mescolare dettagli e generi in un mix più che piacevole. Perché alla fine non è solo un racconto che trae le sue origini dal macro spunto delle Streghe di Salem, ma richiama il particolare della casa, luogo misterioso, diroccato che nasconde mille segreti (un esempio calzante è La Casa Stregata di Lovecraft), riprende figure paurose come il Diavolo e prende in prestito credenze ed esoterismo per legarli a cose più attuali, come il desiderio di vendetta, la violenza fine a sè stessa e la noia dell'esistenza umana che nella cattiveria trova il suo sfiato.
Ho trovato questo libro perfetto per questo tema anche per la sua capacità di mostrare come tutte quelle creature di cui si ha paura, tutti gli elementi del genere alla fine diventano familiari e meno minacciosi messi davanti alla cattiveria dell'essere umano. Un modo perfetto anche per criticare la nostra società e l'esistenza umana che cerca sempre in elementi esterni di inserire le sue paure così da poterle combattere ed affrontare.

Last but not least, i miei ringraziamenti vanno all'autrice dell'opera, Natascia Luchetti, per averci sottoposto il suo scritto e avercelo fatto scoprire, e al blog Scheggia tra le Pagine per la bellissima iniziativa con cui speriamo di confrontarci in un tema amato da grandi e piccini.

Voto: 8/10

L8D

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