mercoledì 26 ottobre 2016

SERIAmente parlando...#01


Goodevening Pipol!
Ben ritrovati/e sul nostro blog di recensioni e stasera inauguriamo un nuova rubrica che tratterà esclusivamente di...serie tv. Oramai le serie tv stanno diventando un prodotto persistente nella nostra vita, molti prodotti cinematografici dopo il debutto sul grande schermo, si trasformano in prodotti a puntate e nel panorama delle serie il colosso Netflix sta cercando di primeggiare anche sul nostro mercato italiano, dopo aver spopolato in America.

Nonostante questo, le serie televisive stanno prendendo sempre più piede nell'offerta televisiva, dimostrando anche una certa particolarità per le storie e i prodotti, particolarità che primeggia anche una leggera crisi del cinema: basti pensare che in questi ultimi mesi il cinema ha promosso remake e reboot di celebri opere cinematografiche che hanno fatto la storia, dimostrando in un certo senso quanto ci sia una certa mancanza di idee per le sceneggiature. Le serie televisive si sono evolute: se all'inizio si è assistito a progetti con moltissime puntate (dalle 12 alle 24) e con una durata media di 20/30 minuti, negli ultimi anni le serie si sono accorciate, diminuendo il numero delle puntate ma aumentando la loro durata (dai 40 minuti in su). Sembrano più film dilazionati in 4/8 puntate che si esauriscono nell'arco narrativo offrendo anche un certo apprezzamento nello spettatore.

Questa sarà una nuovissima rubrica che verrà pubblicata su questo blog, da brava #telefilmaddicted non posso sottrarmi dall'arduo compito di dare un parere sui programmi seguiti. Ovviamente regola fondamentale della rubrica è che quanto scrivo è un mio personalissimo parere, soggettivo e dato con l'occhio della spettatrice. Spero che questa serie possa piacervi ed interessarvi.

Ciancio alle Bande, come dico sempre, catapultiamoci subito a parlare di una serie televisiva che ho amato - e amo tutt'ora- ma che provoca sentimenti piuttosto contrastanti. Parlo di Black Mirror, una serie televisiva inglese acquistata di recentemente dal colosso Netflix.

Particolare della sigla. Non è stupenda?
La serie non ha una trama specifica, ogni episodio (12 in tutto -3 per la prima stagione, 3 per la seconda e 6 per la terza uscita qualche giorno fa- più uno speciale di Natale) ha una durata che varia dai 40 minuti ai 60, eccezione per alcuni episodi che possono raggiungere anche l'ora e mezza (mi riferisco all'episodio 6 della terza stagione e allo speciale di Natale). Ogni puntata è una storia che ha un suo inizio e una sua fine, filo conduttore di ogni stagione è appunto lo specchio nero, rappresentato dallo schermo spento di telefoni, computer e televisioni.
Avete capito bene, la serie è incentrata sulla tecnologia, sull'uso che l'uomo ne fa e soprattutto su come la società considera tale tecnologia e tale uso. Le ambientazioni sembrano a tratti futuristiche, con tecnologie che ancora non ci appartengono ma questo particolare non impedisce allo spettatore di provare emozioni perchè anche se viene rappresentato un mondo con meccanismi che non ci appartengono, l'angoscia che quel futuro potrebbe essere piuttosto vicino è tangibile.


Non ho parlato di angoscia a caso: Black Mirror è una serie dove la felicità e il lieto fine non sono contemplati, è invece incentrata sulla critica e soprattutto rappresenta una delle serie più nude e crude nel panorama seriale di questi anni. La psicologia dei personaggi viene analizzata in maniera chirurgica e vengono messi di fronte a prove assai difficili da superare. Lo spettatore è quindi portato ad affezionarsi, ad empatizzare con loro fino alla scoperta, al cliffhanger del finale che lascia di stucco per poi provocare uno stato di ansia. O angoscia, o paura in base all'emotività di chi guarda la serie.
E il bello è che Black Mirror provoca emozioni diverse puntando alla soggettività dello spettatore che pur riconoscendo la bellezza e la magistralità della serie, non può non ritrovarsi colpito da un episodio piuttosto che da un altro per il tema che determinati episodi presentano e sviluppano.

Perchè vi consiglio questa serie? Molto semplicemente perché è bella.
E' un gioiello creato dalla mente di Charlie Brooker che merita di essere vista e goduta. Vi troverete sconvolti, proverete ansia e angoscia, paura e rabbia, tristezza ma riuscirete comunque a sorridere per alcune trovate geniali e battute sagaci che vengono dispensate di tanto in tanto. E' una serie sconvolgente che vi farà riflettere e vi farà dire "wtf, potrebbe essere un episodio tratto dalla nostra epoca".



Motivo bonus per guardare la serie? Attori inglesi -in ogni puntata sono diversi- e nello speciale di Natale c'è Jon Hamm.Si, quello che gli sta davanti è una sottospecie di uovo.


Fatemi sapere nei commenti e noi ci rivediamo alla prossima recensione!




L8D

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